Fanti di Memoria
Serie fotografica dedicata a Renato Serra e ai caduti della Grande Guerra. (2013-2015)
"La memoria è, in certo senso, il ventre dell'anima, mentre la tristezza e la gioia sono, in certo senso, cibi dolci e amari. Quando vengono affidati alla memoria come se venissero introdotti nel ventre, possono essere qui conservati, ma non possono più avere il loro sapore".
Da bambino i primi racconti, le prime storie che sentivo e che ancora oggi ricordo erano quelle di mio nonno. Mani dalle grandi vene, voce dolce ma profonda. Antonio era un reduce della prima guerra mondiale e aveva perso due fratelli, colpiti simultaneamente da una granata durante quel sanguinoso conflitto.
La mia domanda era sempre la stessa: “Nonno quanti uomini hai ucciso durante la guerra?
“Non lo so sparavamo con le mitragliatrici mentre venivano verso di noi e io li vedevo solo cadere”.
Così quando durante la lavorazione del progetto “centenario di Renato Serra” mi sono ritrovato a consultare anche l’archivio fotografico dei caduti cesenati della Grande Guerra, ho avuto come un sussulto: generazioni mancate, ricordi e testimonianze cancellate, nessun nipote da accarezzare, nessun ritorno. Ecco quindi l’idea, il tributo, la testimonianza. Una memoria ritrovata che fornisce lo spunto ad una riflessione più generale sul processo identitario di ogni singolo cittadino e di una nazione. In uno spazio globale dove tutto si mischia e si uniforma e dove il pensiero unico sembra dettare le linee guida dei comportamenti sociali e delle verità storiche ecco farsi spazio la memoria.
La memoria personale, la memoria collettiva orfana di eroi, il chi siamo stati e il sacrificio di sangue versato anche dalla nostra terra, dalla nostra gente e così fondante come un coagulo di eroismo.
Io ho visto tutto questo in quegli sguardi di vite perdute.