Arte / Noi siamo ciò che ricordiamo


NOI SIAMO Ciò CHE RICORDIAMO DI ESSERE STATI
"o che cosa spregevole è l'uomo se non si sarà innalzato sopra le cose umane" Seneca.
Matteo Bosi (2020-2022)

Negli ultimi anni, sono andato in cerca di documenti e scatti che evocassero memorie perdute, volti scomparsi, storie dimenticate da far riemergere, quasi come un rabdomante, in superficie, rivelandone tutta la freschezza e vitalità nascoste dall’abisso dell’oblio. In particolare, questa è una serie di opere uniche in formato di cartolina, i cui soggetti sono generalmente soldati, aviatori, astronauti o star del cinema del secolo scorso. Sono intervenuto su di esse mediante tecniche pittoriche, digitali e miste, e svelando una dimensione segreta dell’immagine stessa, che deve essere collocata al di fuori dell’orizzonte strettamente storico, a vantaggio di una ricerca più spirituale. Ciò diviene possibile attraverso il ricorso a simboli che scavano, rimando su rimando, fino alle radici profonde dell’uomo e della civiltà: allora le opere diventano non tanto e non solo un tributo al nostro passato, ma voci sul nostro presente.

Coloro che amiamo e che abbiamo perduto non sono più dov'erano, ma sono ovunque noi siamo.
Sant'Agostino


WE ARE WHAT WE REMEMBER TO BE
In recent years, I have been looking for documents and photographs that evoke lost memories, disappeared faces, forgotten stories, and I tried to let they re-emerge on the surface, revealing all the freshness and vitality hidden by the abyss of oblivion. In particular, this is a series made of postcards, whose subjects are generally soldiers, aviators, astronauts or movie stars of the last century. I intervened on them through pictorial, digital and mixed techniques, revealing a secret dimension of the image itself, which must be located outside the strictly historical, in a more spiritual search. This becomes possible through the use of symbols that dig, up to the deep roots of man and civilization: then the works become not so much and not only a tribute to our past, but voices about our present.