Novità / Scene Dantesche


SCENE DANTESCHE

Il 15 agosto 1846, con una serata memorabile di musica e danza, il nuovo Teatro cittadino venne inaugurato, suscitando meraviglia e stupore, per le sue dimensioni e soprattutto per la sua bellezza. Sono trascorsi  175 anni e, per celebrarli al meglio, l’Amministrazione comunale ha realizzato un’opera di manutenzione straordinaria che restituisce il Bonci alla città nella sua lucentezza. Un preannuncio della conclusione di un Progetto di recupero che consegnerà alla città il Ridotto del Teatro, in una modalità pubblica e accessibile, in modo da riunire in un’unica destinazione la grande Sala e gli spazi di contorno, destinati all’intrattenimento, alla formazione e allo spettacolo diffuso.
In occasione di un precedente anniversario, il 170esimo, abbiamo proposto alla città una grande Mostra documentaria, onnivora, puntuale, distribuita su tutti i palchi, che ripercorreva la storia secolare del Teatro e dei suoi abitanti, artisti e spettatori. Veniva goduta muovendosi per scale e corridoi e osservando dall’alto la platea vuota di pubblico.
Oggi, a distanza di un lustro, intendiamo rinnovare la lunga memoria del nostro Teatro civico, con una Mostra , Scene dantesche, dai connotati opposti: quasi una performance di immagini, parole e musica, può essere assaporata, immergendosi nell’antro della platea, senza poltrone, ma piena di suggestioni,  e osservando la liturgia dei decori  interni alla cavea, con uno sguardo dal basso verso l’alto.
Il Teatro Bonci è devoto a Dante Alighieri, di cui ricorre il 700esimo della morte: la volta è decorata con pitture di Francesco Migliari, suscitate dalla lettura artistica di alcuni celebri episodi della Commedia, mentre il velario originale, oggi non più utilizzabile, era una glorificazione di Dante poeta, fondatore della lingua italiana.
Un grande Minosse, immaginato dalla fantasia e dalla espressività di Ilario Fioravanti, accoglie i visitatori della Mostra e invita all’ingresso, volendo suscitare l’attesa preoccupata e vigile dello stesso Dante all’incedere titubante nell’incipit del Canto I dell’Inferno, i cui versi risuonano all’ingresso, declamati dalla voce poetica di Gabriele Marchesini e poi trasformati in musica contemporanea per la composizione e l’esecuzione di Fabrizio Sirotti, una sonorità che li accompagna durante tutta la visita.
Amos Nattini, pittore e illustratore, deve la sua fama ad un lavoro meticoloso e spettacolare: la produzione di cento Tavole, una per ogni Canto della Commedia, che, intitolate non a caso Imagini, più che una illustrazione del poema dantesco, sono un’opera parallela e complementare. Destinate ad essere oggetto di esposizioni di grande successo durante la prima metà del Novecento, erano fin dall’inizio pensate per la stampa, nelle edizioni sontuose della Casa Editrice Dante, con caratteri a stampa ideati dallo stesso Nattini. Dei mille esemplari di questa opera gigantesca, uno arricchisce la Biblioteca Comandini, ospitata all’interno della Biblioteca Malatestiana di Cesena, e oggi campeggia al centro della cavea sotto il magnifico lampadario. Attorno sono disposte venti riproduzioni, tratte dalle tre Cantiche, curate da Matteo Belli. Il tutto sovrastato dalla volta del Teatro, da cui Dante guida e ammonisce.
Il 25 agosto 2021, a conclusione del periodo di apertura della Mostra, un evento speciale, Risonanze dantesche, annoderà tutti i sottili fili che ci hanno accompagnato lungo l’estate cesenate, tra la ricorrenza del poeta e letterato più importante d’Italia e la celebrazione, non meno importante per noi, del nostro amato Teatro cittadino.

Case history: Grafica e riproduzioni fotografiche Matteo Bosi