Arte / Fanti di Memoria


Fanti di Memoria
Serie fotografica dedicata a Renato Serra e ai caduti della Grande Guerra.
Esposti in Biblioteca Malatestiana nel 2015
matteobosi©2015
 
Da bambino i primi racconti, le prime storie che sentivo e che ancora oggi ricordo erano quelle di mio nonno. Mani dalle grandi vene, voce dolce ma profonda. Antonio era un reduce della prima guerra mondiale e aveva perso due fratelli, colpiti simultaneamente da una granata durante quel sanguinoso conflitto.
La mia domanda era sempre la stessa: “Nonno quanti uomini hai ucciso durante la guerra?
“Non lo so sparavamo con le mitragliatrici mentre venivano verso di noi e io li vedevo solo cadere”.
Così quando durante la lavorazione del progetto “centenario di Renato Serra” mi sono ritrovato a consultare anche l’archivio fotografico dei caduti cesenati della Grande Guerra, ho avuto come un sussulto: generazioni mancate, ricordi e testimonianze cancellate, nessun nipote da accarezzare, nessun ritorno. Ecco quindi l’idea, il tributo, la testimonianza. Una memoria ritrovata che fornisce lo spunto ad una riflessione  più generale sul processo identitario di ogni singolo cittadino e di una nazione. In uno spazio globale dove tutto si mischia e si uniforma e dove il pensiero unico sembra dettare le linee guida dei comportamenti sociali e delle verità storiche ecco farsi spazio la memoria.
La memoria personale, la memoria collettiva orfana di eroi, il chi siamo stati e il sacrificio di sangue versato anche dalla nostra terra, dalla nostra gente e così fondante come un coagulo di eroismo.
Io ho visto tutto questo  in quegli sguardi di vite perdute.
 
Since I was a child my grandfather’s stories were the first I used to hear and which I still remember. Hands with great veins, sweet voice but deep. Antonio was a First World War veteran and he had lost two brothers, hit simultaneously by a grenade during that bloody conflict. My question was always the same: “Grandpa, how many people did you kill during the war?” “I don’t know, we were firing machine – guns while they were coming towards us and I only saw them falling down”.
So, when I was working on the project “Renato Serra e la grande guerra 1915- 2015″ I looked up in the photograph archives related to the First World War fallen people from Cesena – kept in the Malatestiana Library. My heart leapt: lost generation, wiped out memories and witnesses, no grandchildren to caress,no return.
Here comes this idea, this homage, this witness.
A rediscovered memory which helps to think more deeply on the identity process of each citizen and a whole nation. In a globalized world everything is mixed up and smoothed out and the past is appearing more and more unknown and blurred: here comes the memory.
The personal memory tied to a collective one: who we were and the sacrifice of blood shed by our country, our people.
Faces fixed in a photo as traces of lives which are going to be early broken but willing to be remembered forever.
I have seen all that in those glances of lost lives.